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Pastorale Sociale
dei Migranti

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18 Agosto 2021

Dal 23 agosto il Corso di Alta Formazione Migrantes 2021

A Loreto la seconda edizione del Corso organizzato dalla Fondazione Migrantes per tutti i direttori diocesani e collaboratori delle Migrantes d’Italia e per tutti coloro che sono sensibili alla problematiche migratorie
Massimo Roselli, CC BY-SA 2.5 , via Wikimedia Commons
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Si svolgerà dal 23 al 27 agosto a Loreto la seconda edizione del Corso di alta formazione organizzato dalla Migrantes nazionale per tutti i direttori diocesani Migrantes d’Italia e per tutti coloro che sono sensibili alla problematiche migratorie.

Il corso si svolgerà nello straordinario e suggestivo contesto della Basilica di Loreto e dei suoi annessi. Il tema sarà: «Costruire e custodire la casa comune», nei suoi più vari aspetti di realtà personale, cittadina, ecclesiale, sociale e culturale. Il corso prevede la partecipazione di insegnanti universitari e l’offerta di testimonianze qualificanti, laboratori di esperienze, ma anche voci al di là del Mediterraneo, come quella del cardinale Cristòbal di Rabat (Marocco), arcivescovo di una Chiesa di frontiera, coraggiosa costruttrice di ponti nel mondo dell’Islam e nel cuore dell’emigrazione. Sempre in nome del Vangelo.

Stimolante sarà la giornata di visita al Museo dell’emigrazione marchigiana di Recanati (MEMA), racconto commosso di ben 700 mila emigrati di una regione italiana piuttosto piccola, la visita al tristemente noto “Hotel House”, un ghetto verticale di 17 piani per quasi 1.800 persone di 40 nazionalità differenti, ma anche luogo di testimonianze solidali come l’Associazione “On the road”, i percorsi di integrazione o il medico di base, acquartierato all’ottavo piano di questo enorme condominio, con tutti gli ascensori da anni fuori uso.

Programma del Corso di alta formazione 2021
Scheda di iscrizione al Corso di alta formazione 2021

Domenica 26 settembre, come ormai noto, in Italia la celebrazione principale della Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato 2021 si svolgerà fra le pareti della Santa Casa, nella Basilica Pontificia di Loreto. Questo ricorderà a tutti la passione che da sempre contraddistingue papa Francesco per l’avventura dei migranti. Come fu la sua. Coloro, cioè, che si muovono sui passi di Abramo e con la sua stessa speranza. Alla ricerca, instancabilmente tra mille peripezie, di dignità. Di vivere umanamente, pienamente. Ma ricorderà, anche, il valore della “casa”, il suo senso autentico, del sentirsi a casa, dell’accoglienza. Ed è la sfida dei nostri giorni, per una società spesso chiusa e ripiegata in se stessa.

Le Marche, insomma, terra di colline, di mare e di antichi borghi, saranno un territorio da scoprire. Ma soprattutto da contemplare, da assaporare lentamente. «Viaggiare non è scoprire nuove terre, ma avere nuovi occhi», raccomanda Proust. Qui, dietro un colle o una siepe si può toccare l’infinito. Cioè il mistero dell’uomo e della sua avventura nell’incontro con altri uomini. Con altri mondi. Per questo, «il naufragar m’è dolce in questo mare».