Alla pastorale migranti festa per la fine di un anno di lezioni
Scuola di italiano per stranieri. 200 i promossi
La scuola di via Cottolengo: una comunità interculturale quitidiana
All’Ufficio pastorale migranti cerimonia di consegna degli attestati A2, A1 e dei certificati di presenza ai giardini Bosso. Quindi la festa multiculturale di fine anno con le famiglie e i bambini degli studenti
Le mille anime del mondo si sono dati appuntamento tra le aiuole. Tutti e 200 gli allievi multiculturali della scuola di italiano gratuita per adulti stranieri dell’Ufficio Pastorale migranti di Torino si sono presentati ai giardini Bosso per ritirare gli attestati di fine anno. 77 certificati di livello A2, che danno immediato accesso al terzo anno delle scuole medie. 66 di fascia A1. Quindi 40 certificazioni di presenza. A indicare un percorso che c’è la volontà di proseguire nei mesi a venire.
250 ore di studio. Tanto impegno per studenti e insegnanti
Valeria Sainato
“Ciascuna delle 14 classi ha totalizzato in media 250 ore di studio – spiega Valeria Sainato, educatrice e coordinatrice dei corsi – Dieci a settimana, lungo l’intero anno scolastico”. In più, facoltativi il mercoledì, si sono tenuti anche incontri di conversazione e lezioni supplementari di matematica. “Tanto l’impegno per tutti. Studenti e insegnanti volontari – riflette Valeria – Ora è il momento di riconoscere il cammino intrapreso insieme”.
Durando: “Scuola di italiano, crocevia di relazioni umane”
“Siete arrivati in tanti – ha osservato Sergio Durando, referente per l’Ufficio Pastorale migranti dell’Arcidiocesi di Torino, intervenuto al brioso raduno – E in tanti siete rimasti qui con noi. Un segno che la nostra scuola è un crocevia di relazioni vive. Che fanno crescere dal punto di vista umano, prima ancora che nelle competenze acquisite. La nostra è una grande famiglia. E che vogliamo ancora ampliare”.
Sergio Durando
Doppia finestra per le iscrizioni, a settembre e gennaio. Pre-test per tutti
Legato in convenzione con il Cpia 1 Paolo Freire di Torino – con cui condivide metodi e obiettivi didattici – l’istituto di Ufficio pastorale migranti, si distingue non solo per l’efficacia dell’insegnamento impartito. Ma per i legami che riesce a intessere tra gli studenti e tra questi e i docenti. “Le iscrizioni si aprono in due periodi dell’anno, settembre e gennaio – illustra Valeria – Ai nostri alunni chiediamo di sottoporsi a un pre-test che ci consente di valutarne la preparazione pregressa, i diplomi già eventualmente ottenuti nei paesi di origine, la possibile prontezza di apprendimento e le motivazioni e necessità. Di qui si formula poi un percorso didattico personalizzato”.
A luglio quattro settimane di scuola estiva. Conversazioni e visite guidate
La scuola non chiude del resto i battenti con la consegna dei diplomi. “A luglio si riparte con le lezioni estive – informa Valeria – Incontri di carattere più pratico, più concentrati sulla conversazione in italiano. Ma anche visite nella città di Torino e nel suo hinterland, alla scoperta di gioielli architettonici e patrimoni d’arte. Occasioni uniche per chi si sposta poco dai propri quartieri. E che non vede l’ora di conoscere, esplorare, sperimentare inediti itinerari”.
Studenti dai 18 ai 75 anni, provenienti da tutte le parti del mondo
Sessanta per cento donne, 40 per cento uomini, gli studenti hanno un’età variabile dai 18 ai 75 anni. La provenienza è quanto mai eterogenea: Africa, Americhe, Asia. Badara, 26 anni arriva dal Senegal, Mohammed, 33, dal Marocco, Liset, 45, dal Perù, Fernando, 60, dall’Uruguay, Carol, 65, dall’Ecuador.
Ecuadoregna è anche suor Cecibel, 32 anni. Suor Monica, 48 anni, messicana, appartiene alla congregazione delle figlie di Gesù Buon Pastore, l’istituto religioso voluto quasi 200 anni fa proprio a Torino, e proprio in questo distretto sociale, da Giulia e Tancredi Falletti di Barolo per il recupero delle ragazze abbandonate. “Qui tutti abbiamo molto da dare e anche da ricevere – considera Durando – Al punto di incontro tra fede, condivisione e solidarietà si trovano stimoli e motivi di maturazione personale e collettiva”.
Sorrisi e abbracci tra i diplomi sventolanti. E poi tanti piatti dal mondo
La fratellanza e l’unità si respirano nei sorrisi e negli abbracci tra studenti con i loro diplomi sventolanti, e insegnanti, fiere dei risultati dei loro ‘ragazzi’. E poi nell’esplosione della musica a tutto volume. E nella festa che si accende di fronte alla tavola imbandita per una ‘merenda sinoira’ in pieno stile piemontese. Ma resa più ricca e speziata dai piatti di tutte le tradizioni del mondo.
La neonata Rim, mascotte della festa e orgoglio della mamma neo-diplomata
Ibat Allah con la piccola Rim
A portare ancora più gioia e felicità i bambini, vocianti figli delle giovani diplomate. Tra loro anche una neonata marocchina di soli due mesi. Si chiama Rim, melodioso appellativo di origine araba che sta ad indicare la gazzella bianca.
La mamma, che se la stringe al petto, è Ibat Allah – dono di Dio – di appena 22 anni. Per lei, oltre al meritato diploma, anche alcuni regali speciali che la commuovono fino a farla arrossire. Un candido abitino per la sua piccola e un mini-corredo.
Paola Cappa