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15 Ottobre 2021

Arrivati in Italia i primi cinque minori soli del progetto “Pagella in tasca”

Grazie al progetto promosso e realizzato da Intersos, in collaborazione con Unhcr, 35 minori rifugiati potranno raggiungere il nostro Paese in maniera sicura e andare a scuola, ospitati in famiglia
Foto @UNHCR/Elena Givone
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15 Ottobre 2021 – È arrivato oggi all’aeroporto di Torino, il primo gruppo di cinque minori soli – su un totale di 35 ragazzi selezionati all’interno del progetto Pagella in tasca, promosso e realizzato dall’organizzazione umanitaria Intersos insieme a UNHCR, Agenzia ONU per i rifugiati.

Sono ragazzi soli di età tra i 15 e i 17 anni, originari del Darfur, Sudan, e rifugiati in Niger dove Intersos gestisce le attività educative nei campi in partenariato con l’UNHCR.

Una volta in Italia i minori saranno ospitati da famiglie affidatarie con un meccanismo di community sponsorship, che prevede anche il coinvolgimento di tutori volontari e del Comune di Torino oltre alle organizzazioni del privato sociale. Le famiglie riceveranno un supporto educativo, legale e psicologico.

Grazie ad una borsa di studio di 12 mesi, i minori potranno conseguire la licenza media e successivamente scegliere se proseguire il proprio percorso nella scuola secondaria superiore o nella formazione professionale.

“Questo progetto si fonda su due pilastri: il diritto allo studio e l’accoglienza in famiglia. Per la prima volta viene utilizzato un visto di studio per consentire l’ingresso sicuro in Italia a minori non accompagnati rifugiati, attualmente esclusi dalla maggior parte degli altri canali di ingresso regolari, quali per esempio i corridoi umanitari” spiega Elena Rozzi, responsabile del progetto per Intersos. “Sappiamo che questo progetto pilota è solo una goccia nel mare, a fronte di quasi 1300 persone morte nel Mediterraneo centrale dall’inizio del 2021, ma speriamo che potrà consentire in futuro anche ad altri minori di entrare in Italia in modo protetto senza dover più rischiare la vita”.

“Pagella in tasca” è un nuovo canale di ingresso regolare e sicuro fortemente innovativo rispetto ai canali ad oggi attivi in quanto rivolto a minori soli” ha dichiarato Chiara Cardoletti, Rappresentante UNHCR per Italia, Santa Sede e San Marino. “Bambini e ragazzi rappresentano circa la metà degli oltre 80 milioni di persone in fuga nel mondo. Il desiderio di studiare e migliorare la propria vita è tra i motivi che li spinge ad intraprendere pericolosi viaggi verso l’Europa. Con questo progetto offriamo loro la possibilità non solo di arrivare in sicurezza ma anche di beneficiare di un’accoglienza in famiglia, la dimostrazione di quanto l’Italia sia all’avanguardia nella tutela dei rifugiati”.

Insieme a Intersos e a UNHCR, sono partner del progetto, il Comune di Torino, la rete CPIA Piemonte, l’Arcidiocesi di Torino e alcune organizzazioni locali, ed è stato firmato un protocollo d’intesa nazionale con i Ministeri degli Affari Esteri, dell’Interno e del Lavoro.

Il progetto è stato realizzato con il sostegno della Conferenza Episcopale Italiana (nell’ambito della Campagna “Liberi di partire, liberi di restare” – Fondi 8 per mille Chiesa Cattolica), della Fondazione Migrantes, di Acri (nell’ambito del Progetto “Migranti”) e della Fondazione Compagnia di San Paolo.